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Risarcimento di 90 mila euro

Negligenza e diagnosi errata di carcinoma mammario ai danni di una paziente

Il Caso

Una paziente si sottopone a mastectomia destra e ricostruzione con espansore mammario presso l’ospedale di Assisi, in seguito a diagnosi iniziale di carcinoma mammario che successivamente si è rivelata errata. La paziente consulta l’Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria 1 dopo che esami preliminari avevano indicato la presenza di un possibile carcinoma mammario nel seno destro. Di conseguenza, viene programmata ed eseguita un’operazione di mastectomia radicale per rimuovere il presunto tumore. Tuttavia, l’esame istologico dei tessuti rimossi durante l’intervento rileva che le lesioni non erano cancerose, ma benigne, contrariamente alla diagnosi iniziale.

La storia clinica

La paziente viene sottoposta ad un esame del linfonodo sentinella che indica un possibile problema oncologico, che determina la scelta di eseguire intervento di mastectomia destra con successivo inserimento di un espansore mammario. L’esame istologico dei tessuti ha permesso di rilevare fibrosi e crescita anomala dell’epitelio, escludendone la natura cancerosa. Dopo l’espansione del tessuto, sono stati necessari interventi aggiuntivi per correggere aspetti estetici e migliorare la forma della zona circostante. Il follow-up oncologico ha confermato della patologia oncologica.
La signora, affrontando il trauma e le conseguenze emotive di un intervento chirurgico invasivo non necessario, ha sollevato dubbi sulla precisione degli esami diagnostici iniziali e sull’appropriatezza dell’intervento eseguito. L’errore diagnostico e la negligenza sono stati confermati dalle prove documentali e dalle linee guida mediche. Questo ha portato al riconoscimento della responsabilità dell’Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria 1 nella gestione del caso della paziente.

RISARCIMENTO 90 mila euro

Il Tribunale ha giudicato l’Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria 1 responsabile e ha condannato l’istituzione al pagamento di € 90.207,60 a titolo di risarcimento del danno, oltre agli interessi legali. Questo risarcimento è stato determinato per coprire i danni fisici, emotivi e psicologici subiti dalla paziente a causa dell’errore medico e dell’intervento non necessario, evidenziando le gravi conseguenze che possono derivare da diagnosi errate nel contesto oncologico.

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