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Risarcimento di 357 mila euro

Condannata RSA per Inadeguata Gestione Clinica del caso di una paziente

Il Caso

Una paziente si sottopone ad intervento di protesizzazione dell’anca sinistra presso una RSA a seguito di una caduta accidentale e conseguente frattura del femore. Durante l’intervento, viene somministrata profilassi antibiotica con claritromicina nonostante la paziente fosse allergica alla penicillina e alle cefaloaspirine, rendendo tale scelta controindicata.
Dopo il ricovero, la paziente sviluppa un’infezione del sito chirurgico. Nonostante i segni di infezione, la terapia antibiotica viene avviata con ritardo e la paziente rimane senza terapia antibiotica per un periodo prolungato fino al decesso, avvenuto per shock settico con insufficienza multiorgano, causato dalla diffusione dell’infezione. Durante il periodo di ricovero, sono state evidenziate criticità assistenziali e ritardi nella gestione clinica della paziente, inclusi ritardi nella diagnosi e nella somministrazione di terapie appropriate.

La storia clinica

La paziente viene ricoverata a seguito di una frattura del femore sinistro causata da una caduta. Dopo un intervento di protesizzazione dell’anca, manifesta complicazioni, inclusa un’infezione del sito chirurgico. Nonostante diversi trattamenti antibiotici, la sua condizione non migliora, evolvendosi fino allo shock settico con insufficienza multiorgano. La perizia medica ha poi indicato che il decesso è stato causato da un’infezione nosocomiale contratta durante il ricovero ospedaliero, evidenziando criticità anche nella gestione dell’assistenza sanitaria nel periodo di ricovero.

RISARCIMENTO 357 mila euro

Il Tribunale di Velletri ha condannato l’azienda ospedaliera al pagamento di un risarcimento totale di € 357.000, per danni non patrimoniali iure proprio e iure hereditatis, rimborso delle spese legali e dei costi di CTU.

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