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Risarcimento di 1,5 milioni di euro

Paziente muore per nefropatia da mezzo di contrasto

Il Caso

Una paziente viene ricoverata in ospedale a causa di insufficienza respiratoria. Durante il ricovero, viene sottoposta a una TAC con mezzo di contrasto che evidenzia problematiche polmonari. Poco dopo l’esame, manifesta un improvviso peggioramento delle condizioni generali, con anuria, desaturazione ossiemoglobinica e deterioramento progressivo della funzione renale.
La consulenza medica permette di diagnosticare una grave insufficienza renale acuta di origine multifattoriale, confermata dalle successive valutazioni. Nonostante le gravi condizioni, viene dimessa contro il parere medico, per poi decedere il giorno successivo.

La storia clinica

Secondo la consulenza medica, l’uso del mezzo di contrasto durante la TAC ha contribuito allo sviluppo di una nefropatia che ha reso la paziente totalmente inabile fino alla sua morte;
Nonostante la diagnosi e il trattamento che avrebbero consentito di stabilizzare la paziente, quest’ultima continua a peggiorare fino al suo decesso, causato dalla nefropatia indotta dal mezzo di contrasto con conseguente insufficienza multiorgano.

RISARCIMENTO 1,5 milioni di euro

La Corte, pronunciandosi sull’appello proposto nei confronti della Azienda USL Roma 6, la condanna al pagamento di € 192.461,00 per ciascun appellante per un totale di 1,5 milioni.

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