fbpx Skip to content

Risarcimento di 1,2 milioni di euro

Paziente muore per diagnosi ritardata e carenze da parte del personale sanitario 

Il Caso

Il paziente, avvertendo sintomi di rettorragia e dolori addominali, esegue un esame endoscopico all’Ospedale S. Carlo di Nancy di Roma, che rileva un’ulcerazione nel colon. Un esame istologico successivo permette di diagnosticare un adenocarcinoma intestinale. Dopo ulteriori esami che evidenziano un’epatopatia cronica, viene sottoposto a un intervento chirurgico per la resezione del retto. Tuttavia, dopo pochi giorni, al paziente viene diagnosticata una peritonite diffusa a causa della rottura della sutura interna e decede lo stesso giorno all’Ospedale S. Spirito per insufficienza polmonare e shock cardiogeno.

La storia clinica

L’autopsia conferma l’estensione della peritonite diffusa ed evidenzia altre complicazioni significative, tra cui l’epatopatia cronica e un adenocarcinoma moderato. L’analisi medico-legale rileva gravi mancanze nella gestione clinica del caso. In particolare, viene evidenziata l’omissione della somministrazione di una terapia chemio-radioterapia pre-operatoria che avrebbe contribuito a preparare al meglio il paziente all’intervento, così come la mancanza di test di verifica della tenuta delle suture post-operatorie. Inoltre, i ritardi significativi nella diagnosi e nel reintervento chirurgico hanno aggravato ulteriormente la situazione del paziente.

RISARCIMENTO 1,2 milioni di euro

Il Tribunale di Roma condanna l’Ospedale San Carlo di Nancy Gvm Care & Research a risarcire i familiari del paziente deceduto, per un totale di oltre 1 milione di euro, dopo aver stabilito che le carenze nella gestione clinica sono state determinanti nella morte del paziente.

Approfondimenti
Informazioni
Contatti
Torna su