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Risarcimento di 1 milione di euro

Danno da responsabilità medica provoca il decesso della Signora M.M.

Il Caso

L’Ospedale San Filippo Neri di Roma è stato condannato a pagare un risarcimento danni di 1 milione e 200 mila euro a seguito della responsabilità della struttura nel decesso della Sig.ra M.M. La paziente era stata sottoposta a un intervento il 10.09.12 per l’inserimento di un pacemaker.

La storia clinica

Poco dopo l’operazione per l’inserimento del pace-maker presso l’Ospedale San Filippo Neri, si è verificato il peggioramento della paziente, consistito nell’insorgenza di una grave infezione manifestatasi già nell’immediato post operatorio con stati febbrili inizialmente controllati fino alle dimissioni. Pochi giorni dopo insorge di nuovo l’infezione evidenziatasi con insufficienza multiorgano che rende necessario un nuovo ricovero nel quale viene riscontrata sepsi da Staphilocco Epidermidis con presenza di vegetazioni in sede mitralica, non risolta né con la somministrazione di antibiotici né con l’espianto del pace maker e la sostituzione delle bioprotesi, situazione che compromette  definitivamente il quadro clinico causandone il decesso.

RISARCIMENTO 1 milione di euro

Il ctu ha riconosciuto la correttezza della diagnosi e la decisione di procedere con l’inserzione del pacemaker per risolvere il problema di aritmia. Inoltre, ha sottolineato il maggiore rischio di infezione dovuto al fatto che la paziente stava seguendo una terapia anticoagulante (Tao) ed era portatrice di valvole.
È stato accertato che nonostante il personale sanitario abbia agito correttamente somministrando antibiotici, espiantando il pacemaker e successivamente le valvole, non sono riusciti a risolvere il grave squilibrio metabolico derivante dalla sepsi, che ha causato il decesso. Pertanto, si può concludere che l’assenza di asepsi negli ambienti e negli strumenti ospedalieri abbia causato l’insorgenza dell’infezione nosocomiale che si è manifestata immediatamente nel periodo post-operatorio con febbre e nuovamente durante il secondo ricovero, pochi giorni dopo le dimissioni, con uno stato di shock settico.

I familiari tramite l’azione legale svolta dallo Sportello Legale Sanità, in conformità con i principi relativi al riconoscimento del danno non patrimoniale, hanno visto quindi ottenuto un risarcimento di 1 milione di euro per il danno non patrimoniale causato dalla lesione del legame parentale. Tale lesione è stata provocata dalla condotta illecita che ha determinato la morte del congiunto, violando i diritti garantiti dalla Costituzione.

Contattaci, valuteremo subito il tuo caso

Se hai subito un danno, anche in passato, a seguito di un trattamento medico e pensi di essere stato vittima di malasanità, contatta lo Sportello Legale Sanità.

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